Come proteggere i propri diritti di erede legittimario in caso di lesione
Introduzione
La successione ereditaria può essere un momento delicato, soprattutto quando sorgono controversie tra gli eredi. In Italia, il nostro sistema giuridico prevede la tutela dei legittimari, ovvero quei soggetti a cui la legge riserva una quota del patrimonio del defunto, indipendentemente dalla volontà espressa in un testamento.
Se ritieni che le tue prerogative di legittimario siano state violate, l'azione di riduzione rappresenta uno strumento legale importante per far valere i tuoi diritti.
Cos'è l'Azione di Riduzione?
L'azione di riduzione è un'azione legale che consente ai legittimari di impugnare le disposizioni testamentarie o le donazioni effettuate dal defunto che ledono la loro quota di eredità. In altre parole, permette di ripristinare la quota di eredità che spetta loro per legge.
Chi Sono i Legittimari?
I legittimari sono individuati dalla legge e sono:
Il coniuge: La legge tutela il coniuge superstite garantendogli una quota di eredità.
I figli: Ai figli spetta una quota di eredità, indipendentemente dal fatto che siano nati all'interno o al di fuori del matrimonio.
Gli ascendenti (genitori o nonni): In assenza di figli, la quota di legittima spetta agli ascendenti del defunto.
Quando si Può Esercitare l'Azione di Riduzione?
L'azione di riduzione può essere esercitata quando le disposizioni testamentarie o le donazioni effettuate dal defunto eccedono la quota di disponibile, ovvero la parte del patrimonio che il defunto poteva liberamente destinare a chi desiderava.
Per determinare se si è verificata una lesione della legittima, è necessario calcolare la quota di disponibile e la quota di legittima. Questo calcolo richiede una ricostruzione accurata del patrimonio del defunto, includendo non solo i beni che ha lasciato al momento della morte ma anche le donazioni effettuate in vita.
Come si Esercita l'Azione di Riduzione?
L'azione di riduzione si propone con un atto di citazione davanti al Tribunale competente.
Per avere successo, è fondamentale fornire la prova della lesione della legittima, attraverso la documentazione che dimostri l'entità del patrimonio del defunto, le donazioni effettuate e le disposizioni testamentarie.
Termini di Prescrizione
L'azione di riduzione è soggetta a un termine di prescrizione di 10 anni, che decorre dall'apertura della successione per le donazioni e dall'accettazione dell'eredità per le disposizioni testamentarie.
L'azione di riduzione è uno strumento importante per la tutela dei diritti dei legittimari. Se ritieni di essere stato leso nella tua quota di legittima, non esitare a contattare il nostro studio legale per una consulenza.
FAQ
Cosa succede se un testamento non rispetta la quota di legittima?
Un testamento che non rispetta la quota di legittima è comunque valido ed efficace fino a quando non venga impugnato dai legittimari. L'azione spettante ai legittimari lesi nella quota loro riservata è chiamata azione di riduzione.
Cosa comporta l'azione di riduzione?
L'azione di riduzione si attiva contro i beneficiari di disposizioni testamentarie lesive dei diritti dei legittimari, che dovranno essere ridotte proporzionalmente. Se la riduzione delle sole disposizioni testamentarie è insufficiente per integrare i diritti dei legittimari, potranno essere ridotte anche le donazioni effettuate in vita dal testatore.
Quali sono gli oneri probatori del legittimario che propone l'azione di riduzione?
Il legittimario che propone l'azione di riduzione deve:
Indicare entro quali limiti è stata lesa la sua quota di riserva, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria e il valore della quota di legittima violata dal testatore.
Allegare e comprovare tutti gli elementi necessari per stabilire se, ed in quale misura, sia avvenuta la lesione della sua quota di riserva.
Proporre espressa istanza di conseguire la legittima, previa determinazione della medesima mediante il calcolo della disponibile e la susseguente riduzione delle donazioni compiute in vita dal "de cuius".
Dimostrare la propria qualità di legittimario, provando il rapporto di parentela con il defunto.
Allegare e provare i titoli di provenienza dei cespiti patrimoniali attribuiti al patrimonio ereditario.
Indicare puntualmente quali siano i beni facenti parte del patrimonio ereditario.
Come si calcola la quota di disponibile?
Ai fini del calcolo della disponibile (art. 556 c.c.), si applicano le seguenti regole:
Tutte le donazioni sono assoggettate a riunione fittizia, a prescindere dal destinatario (congiunto, erede o estraneo).
I beni donati sono oggetto di una mera operazione di calcolo, non di una riunione materiale come la collazione.
L'acquisto di tali beni da parte del legittimario potrà avvenire solo dopo il positivo esito dell'azione di riduzione.
In che ordine si riducono le disposizioni lesive della legittima?
Le attribuzioni vengono ridotte nel seguente ordine:
Attribuzioni derivanti dall'apertura della successione (art. 553 c.c.)
Disposizioni testamentarie eccedenti la quota disponibile (art. 554 c.c.)
Donazioni eccedenti la quota disponibile, cominciando dall'ultima e risalendo alle anteriori (artt. 555 e 559 c.c.)
L'azione di riduzione è soggetta a prescrizione?
Sì, l'azione di riduzione si prescrive in 10 anni. Per la riduzione delle donazioni, il termine decorre dalla data di apertura della successione. Per la riduzione delle disposizioni testamentarie, il termine decorre dalla data di accettazione dell'eredità.
Quali sono le caratteristiche dell'azione di riduzione?
È un'azione personale e il legittimario non può rinunciarvi finché il testatore è in vita (ad esempio è nullo l’atto con il quale un figlio ha rinunciato alla propria eredità mentre il proprio genitore è ancora vivo).
È ammissibile la domanda di mero accertamento della lesione della legittima?
No, la domanda di mero accertamento della lesione della legittima è inammissibile. L'azione di riduzione presuppone che il legittimario agisca per ottenere la reintegrazione della sua quota di legittima, e non solo per accertare la lesione.
Cosa succede se il legittimario rinuncia all'azione di riduzione?
Se il legittimario rinuncia all'azione di riduzione (ma solo se ciò avviene dopo la morte del de cuius), perde il diritto di agire per la reintegrazione della sua quota di legittima.